venerdì 20 giugno 2008

“Fai Soldi Online Disegnando”, l’eBook più cercato dai disegnatori free lance!

Anche quest’anno - primo semestre 2008 - “Fai Soldi Online Disegnando” si conferma un eBook di grandissimo successo, con il più alto numero di vendite e con un impatto emotivo straordinario sull’utenza dei talentuosi. Infatti, al di là delle vendite, che certamente fanno la gioia di chi scrive, questo ebook sta rivoluzionando letteralmente il mondo fin troppo assopito dei giovani artisti del disegno, ponendosi come punto di riferimento importante per quanti vogliono emergere dall’anonimato e costruirsi un futuro ricco di soddisfazioni professionali ed economiche facendo esattamente quello che hanno sempre sognato di fare: disegnare.

Fai Soldi Online Disegnando” è nato dalla consapevolezza che non bisogna solo saper fare, ma anche far sapere. Esseri bravi non basta. Occorre che gli altri se ne accorgano. Come? Con internet! Lo strumento più rapido ed economico per creare business.

Qualunque cosa sappia fare un disegnatore, un decoratore o un fumettista, c’è sempre qualcuno al mondo disposto a comprarla. Come arrivare a queste persone è il segreto dell'eBook. Facciamo un esempio: ho disegnato le mie collezioni di cravatte e le ho messe in vendite su internet. Il risultato è stato che prima ho venduto tutte le mie cravatte e poi ho venduto i miei disegni a imprenditori americani che hanno chiesto di averli col sistema del private label. È stato fantastico! Mi bastava fare un disegno (un gioco da ragazzi per me) e già c’era qualcuno pronto a comprarlo per rivenderlo sul mercato americano.

Facciamo un altro esempio: un mio amico ha disegnato dei personaggi simpatici che poi ha fatto stampare su cotone per realizzare delle bags. Oggi ha un’azienda online che fornisce al mercato statunitense borse ed altri articoli da regalo per un fatturato annuale che va oltre il milione di euro. Semplicemente strepitoso!

Fai Soldi Online Disegnando” è un eBook che parla di questo tipo esperienze, con esempi molto pratici e link utili a siti di produttori e fornitori che già operano nel campo da diversi anni con risultati davvero eccezionali. È un libro che non ha concorrenza. È l’unico in Italia e nel mondo a svelare i sistemi di guadagno online per i disegnatori. Averlo sul proprio PC (visto che è un PDF) significa avere a portata di mano uno strumento molto potente per creare lavoro e soldi con il proprio talento artistico.

lunedì 16 giugno 2008

Gli anonimi contestatori e le fila del contrappunto

Tra i commenti all’ultimo post che ho pubblicato, ce n’è stato uno che diceva testualmente: “che minchiate!”. Tutto qui! Non aggiungeva altro, ed era anonimo, ovviamente. Non l’ho pubblicato perché l’ho ritenuto completamente inutile. Non spiegava l’oggetto della sua valutazione (chi, cosa, perché è una minchiata?); non dava controindicazioni fondate; non forniva appigli seri su cui costruire una discussione interessante. Insomma, una spruzzatina di veleno gratuito su un blog letto da circa 4.000 persone.

Ma chi non ha mai ricevuto commenti del genere? Fanno parte della vita di un blogger. E maggiore è l’impegno, maggiori sono i risultati e maggiore è la presenza degli anonimi contestatori, cui va comunque il merito di ingrossare le fila del contrappunto.

Che significa? In musica, il contrappunto è la relazione tra due o più voci che sono indipendenti nel ritmo ed interdipendenti nell'armonia. L'espressione si riferisce alla pratica di contrapporre alla voce melodica, una seconda voce che crea polifonia.

Nel marketing e nella vita i contestatori del contrappunto sono la seconda voce, quella che permette il confronto dualistico universale. Bello e brutto, giorno e notte, caldo e freddo, ricco e povero, grande e piccolo. Gli uni non esistono senza gli altri. Non c’è ricchezza senza la povertà; non c’è libertà senza la costrizione.

Il confronto serve per avere un riferimento, una guida, un percorso da seguire o da non seguire a seconda del risultato che si vuole raggiungere. La Programmazione Neuro-Linguistica parla di “modellamento” proprio per indicare una tecnica di confronto volta al miglioramento e alla crescita personale. Esempio, se Marco guadagna € 3.000 al mese con la WLG, anche io posso guadagnare € 3.000 al mese con la WLG. Come? Modellando, ovvero, facendo le stesse cose che fa Marco per ottenere quei risultati.

Se invece non voglio modellare Marco, ma intendo fare semplicemente la seconda voce, quella del contrappunto, mi basterà seguire i consigli del contestatore anonimo. Lui non crede in queste cose, pensa che siano minchiate. Va bene! L’importante è sapere dove si vuole arrivare e scegliersi autonomamente il percorso da compiere. Questo blog, ad esempio, vuole arrivare lontano. Quindi, se a qualcuno non piace quello che c’è scritto, basta prendere semplicemente un’altra strada!

martedì 10 giugno 2008

Diventare ricco subito dopo la laurea? Con la WLG è possibile!

Valerio, Maria e Marco sono tre amici.

Il primo si è da poco laureato in ingegneria meccanica, ma nel frattempo ha vinto un concorso nelle Poste, ed oggi fa il portalettere a Napoli.

Maria è un avvocato. Ha provato anche ad esercitare la professione per un pò, ma ha scoperto che non fa per lei. Così ha deciso di tentare un concorso come assistente amministrativo nelle scuole. Per il momento è disoccupata.

Marco invece è laureato in scienze politiche. Lui sì che se la spassa. Si alza a mezzogiorno, e la prima cosa che fa, dopo un’abbondante colazione con il buondì al cioccolato, è guardare la posta elettronica. La settimana scorsa mi sono trovato da lui quando stava consultando le ultime email di PayPal. Mi guardò e disse: “Carlo, altro che minisito! Questa tua WLG è davvero fantastica. Un giorno per sdebitarmi ti regalerò una Ferrari”.

Marco è un uomo ricco ed è molto invidiato dai suoi amici Valerio e Maria, ma la sua ricchezza non gli è derivata dalla famiglia o dall’aver vinto alla lotteria. Se l’è costruita da solo dopo la laurea, in pochi mesi, sfruttando le sue conoscenze e fidandosi della mia WLG.

Un giorno Marco mi ha detto: “perché non scrivi un libro per spiegare come si diventa ricchi dopo la laurea sfruttando il tuo sistema?”. Beh ... gli ho dato retta. Il libro è quasi pronto, e non vedo l’ora di annunciarne la pubblicazione.

giovedì 5 giugno 2008

Sei un neolaureato o ti manca poco per esserlo? Allora ti conviene leggere qui!

È impressionante, ma è la verità: i giovani laureati italiani non sanno cos’è il lavoro e, soprattutto, non sanno da dove cominciare per trovarne uno e per essere economicamente indipendenti! Proprio così, i titolati delle nostre accademie, i famosi “bamboccioni” di cui si parlava qualche mese fa, all’indomani della tanto attesa festa di laurea, in cui amici e parenti hanno brindato alla carriera e alla prosperità del neodottore, per la prima volta prendono coscienza del fatto che nei testi universitari non c’è mai stato un solo paragrafo che spiegasse come costruirsi un lavoro dignitoso e redditizio partendo da zero. Certo, alcuni hanno già un percorso tracciato dalle famiglie. È il caso di molti medici e avvocati che subentrano a situazioni dinastiche in cui l’unica cosa che devono fare realmente è quella di prendere possesso del posto di comando. Ma sono casi rari. I più devono fare i conti con la realtà. E la realtà è che dopo la laurea si va a finire quasi sempre a fare domande per concorsi pubblici, tipo quelli da 5 posti disponibili come istruttore amministrativo (per diplomati) con 6000 concorrenti. E così passano i mesi, passano gli anni e la disoccupazione diventa l’argomento principale dell’ennesimo laureato italiano.

E se ci fosse un testo che spiegasse proprio ai neolaureati come evitare la paralisi professionale e ottenere subito dei risultati straordinari grazie a quello che già hanno? Se ci fosse una guida che permettesse al giovane dottore di creare ricchezza nei primi 4 mesi dal commiato all’ateneo e di prosperare per il resto della sua vita? Una guida passo passo supercollaudata, fatta su misura per i titolati che non sanno da dove cominciare per sbarcare il lunario e che oltre ad offrire decine di opportunità per avere subito un lavoro fantastico, chiarisse anche come farlo in metà del tempo con entrate 3 volte superiori ad un normale stipendio da giovane impiegato?

Io dico che sta per arrivare in Italia qualcosa di sconvolgente. Tenetevi sintonizzati, perché credo che questa cosa farà parlare di sé a lungo.

sabato 31 maggio 2008

Etica & InfoMarketing

Si può parlare di Etica in un contesto di transazioni online? Si possono far convergere su uno stesso piano i principi della correttezza e della moralità con le tecniche e le abilità manipolative di chi usa l’informazione e la parola scritta (copywriting) per incidere sui processi decisionali della gente?

Messa così, sembra una questione difficile, soprattutto quando si cerca di analizzare un fenomeno oramai così diffuso come quello dell’Internet Marketing, senza avere dei parametri di riferimento seri ed oggettivi. Cosa voglio dire? Che non si può parlare di Etica in assenza di una chiara definizione del concetto di VENDITA. Perché la vendita è il FATTO principale intorno al quale si dipanano i comportamenti e le considerazioni, i giudizi e le valutazioni, gli apprezzamenti e le critiche.

Definiamo dunque prima questo FATTO, cercando di non allontanarci dai comportamenti condivisi, che sono quelli regolati dal Codice Civile italiano, secondo cui, all’art. 1470, la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo.

Straordinario capolavoro di tecnicismo e di precisione linguistica, quella del codice è una definizione che non da molto spazio ai dubbi interpretativi. Si trasferisce una cosa o un diritto verso il corrispettivo di un prezzo. Parafrasando il tutto, tu scarichi e leggi il mio eBook ed io prendo i tuoi soldi. Semplicissimo!

C’è un solo passaggio che ancora non abbiamo visto, ed è l’accordo, il contratto che ha per oggetto il trasferimento ... quello che i giuristi chiamerebbero la ragione sinallagmatica di tutta questa storia. Ovvero, il nesso di reciprocità su cui si basa ogni transazione, la corrisposta accettazione degli impegni derivanti dall’accordo.

Sic et simpliciter significa che io do questa cosa a te, se tu dai questa cosa a me. L’accettazione reciproca della condizione do ut des (o anche, per i servizi, do ut facias) è il sinallagma che perfeziona l’accordo.

Questa è l’Etica. Dare al cliente, in cambio di un corrispettivo (prezzo), quello di cui ha bisogno, senza togliere o aggiungere altro, è un comportamento etico. Confucio diceva: non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te! Più o meno 500 anni più tardi arrivò un altro di nome Gesù e disse: fai ad altri quello che vorresti che gli altri facessero a te. Due uomini straordinari, il primo parlava di non fare, il secondo di fare. Il primo diceva non muoverti, non fare danni; il secondo, se proprio devi muoverti, fallo aiutando gli altri.

Confucio
Non vendere un infoprodotto scadente, che non aiuta le persone ... che tu non compreresti.

Gesù
Vendi un infoprodotto che aiuti le persone a vivere meglio e a stare bene, che tu compreresti.

Fai queste cose e stabilisci un prezzo affinché la gente che è disposta ad accettare le tue condizioni possa riceverne una giusta contropartita. Solo in questo modo il tuo InfoMarketing sarà sempre ETICO ... al 100%.

sabato 24 maggio 2008

Edy Moretti: da Clickbank attualmente percepisco una somma che varia da 2.000 a 3.000 dollari al mese ...

Questa email mi è arrivata il 21 maggio. La pubblico, su autorizzazione dell’autore Edy Moretti, perché è una testimonianza straordinaria di come si possono fare i soldi con clickbank senza badare alle innumerevoli speculazioni teoretiche sull’affiliate marketing che in questi ultimi mesi hanno dato luogo a delle vere e proprie sceneggiature da teatrino dei poveri.

“Ciao Carlo
Ti ringrazio per esserti interessato al mio caso.

Clickbank ha mandato un pò in crisi la mia commercialista, per questo mi sono rivolto a te.

Premetto che io gestisco da oltre 10 anni un'attività commerciale regolarmente iscritta al registro esercenti il commercio, e sono titolare di partita IVA.

Ho chiesto alla mia commercialista come potevo inquadrare dal punto di vista fiscale gli incassi che ottengo da Clickbank, ma finora non mi ha dato una risposta precisa, mi ha detto che si deve informare, che è una cosa nuova, che nessuna sa nulla,....

Attualmente percepisco 1000-1500 dollari per assegno (ogni 15 giorni), quindi una somma che varia da 2000 a 3000 dollari al mese.

Per il mese di aprile ad esempio ho percepito un totale di $2547, a questa cifra bisogna togliere le spese pubblicitarie sostenute con Adwords che solitamente ammontano al 30-50% dell'importo degli assegni.”

Sulla questione fiscale degli infomarketer italiani, che non riguarda solo i redditi derivanti dall’estero, ci siamo già messi al lavoro per dare a tutti una risposta pratica ed esauriente. Nelle prossime settimane avrete ulteriori dettagli.

Rispetto ai guadagni di Edy con l’affiliazione a clickbank e alla possibilità di usare uno strumento così potente per creare entrate automatiche di denaro, penso di non dover aggiungere altro, se non che Edy ha acquistato a suo tempo una guida sull’argomento, dal titolo “Clickbank – Il Segreto per Fare Soldi Online in meno di 30 minuti”.

mercoledì 21 maggio 2008

Attenzione alla qualità degli infoprodotti, altrimenti non si va da nessuna parte.

Il mercato degli infoprodotti è in espansione! Ma per quanto tempo ancora? Ed in quale segmentazione? Queste domande bisogna farsele, perché l’Italia è piccola e la mentalità delle persone che la popolano lo è ancora di più rispetto ad internet.

In un modo o nell’altro, grazie al lavoro di alcuni precursori dell’infomarketing, oggi anche da noi è stato compreso il valore commerciale dell’informazione. I prodotti informativi sono a basso costo, rapidi da fabbricare e ad alto consumo di tempo per i concorrenti che intendono duplicarli. È stato dimostrato che in altri settori i prodotti lanciati con le telepromozioni hanno un tempo di vita utile di circa tre mesi prima che gli imitatori invadano il mercato. L’informazione invece richiede più tempo per essere contraffatta, e questo permette di avere periodi più lunghi di vendita esclusiva.

Ok! Ma qual è la segmentazione di mercato degli infoprodotti italiani? Qualcuno direbbe: quella delle persone interessate alla crescita personale, professionale ed economica (diciamo pure un settore comodo). Non basta! Occorre definire chi sono queste persone, come vivono, che lavoro fanno.

Un’indagine del genere, molto probabilmente, darebbe dei risultati inquietanti. Perché è possibile che gli infoprodotti italiani facciano un percorso a circuito chiuso. È possibile, cioè, che chi li compra faccia parte della stessa cerchia di chi li produce.

Mercato piccolo + segmentazione chiusa = involuzione del mercato. Di qui a breve si rischia il collasso, nonostante le dichiarazioni di exploit fatte da chi ha interesse a far passare certe notizie basate solo sull’apparenza.

Il punto è la qualità degli infoprodotti. La qualità delle proposte, dei contenuti e anche della forma. Lanciare sul mercato un eBook significa mettere in circolo un prodotto letterario. E come tale, prima ancora di occuparci dei contenuti, deve superare almeno la soglia della competenza sintattica e grammaticale. Ma se diamo uno sguardo in giro, anche nelle landing page dei produttori più noti, sembra che il ruolo della lingua italiana sia stato completamente soppiantato dal fatto di propinare a tutti i costi l’informazione. È vero, ad esempio, che al lettore che vuole fare soldi con eBay interessa conoscere i trucchi dei power seller e non come questi siano stati scritti. Ma se li scrivi male, forse corri il rischio di essere letto solo dal tuo compagno di banco e non anche da chi invece ha bisogno di acquisire fiducia verso un prodotto agli esordi. Chi sta fuori da questo mondo, infatti, non sa che dietro poche righe di un PDF possa esserci una strategia straordinaria per cambiare vita. Quindi giudica e valuta le cose per come gli si presentano. E cosa pensa quando in prima battuta legge dozzine di strafalcioni grammaticali?

La scrittura è come un bel vestito, se è di qualità conferisce una buona immagine. E se l’abito fa il monaco, i testi deturpati dall’incompetenza linguistica non fanno nemmeno un chierichetto.

Per avere un futuro, gli infoprodotti devono sbarcare sui territori inesplorati del mercato. Devono entrare nei computer dei lettori di qualità. Altrimenti, rimangono sempre e solo il tentativo scalmanato di uno smanettone che vuole racimolare qualche soldo online.

Se volete un consiglio, ora è il momento di pensare alla qualità.