sabato 27 settembre 2008

Libere professioni online: una scelta obbligata!


Cominciai a studiare diritto privato quando ero ancora al 5° anno di liceo. A quei tempi si usava il testo di Alberto Trabucchi della CEDAM (non so se oggi è ancora in adozione), un vero mattone di circa mille pagine che solo a guardarlo ti veniva voglia di cambiare facoltà. Ma del resto non potevo aspettarmi altro. Avevo scelto giurisprudenza... e toccava fare quell’esame.

Si diceva: “diritto privato, mezzo avvocato”. E questo bastava a darmi quella spinta di cui ogni studente ha sempre bisogno per non cadere in quello stato paralizzante chiamato “crisi da studio”.

Mi piace ricordare la preparazione di questo esame perché è stato quello che più di ogni altro mi ha fatto letteralmente sognare. Ogni capitolo era come un viaggio sulle mete della mia carriera. Dopo avere letto, riletto, sottolineato e imparato, esponevo gli argomenti immaginandomi di fare consulenze sui contratti, sull’eredità, sulle servitù prediali (tranquillo, non è una parolaccia); di scrivere ricorsi di usucapione, anticresi, enfiteusi; di argomentare in aula sulla proprietà, sul possesso o sulla nunciazione.

Una sorta di sindrome da Perry Mason che mi faceva pregustare quell’atmosfera solenne e fascinosa che attornia gli uomini dalle toghe nere.

Poi, però, come un bambino quando scopre tutta la verità su Babbo Natale, cominci a fare pratica presso uno studio legale e ti accorgi che le consulenze, i ricorsi, le arringhe, sono solo fenomeni hollywoodiani, e che se vuoi guadagnarti veramente qualcosa ti conviene prendere quello che ti passa il convento. Cosa? L’infortunistica stradale, per fare un esempio.

Ma, almeno, si usa la toga nera? No! Quella la usano solo nelle aule penali. Perché nel civile, ammesso che ci sia un’aula (molto spesso è l’ufficio del giudice di turno a prestarsi a tale scopo), non c’è nemmeno il tempo di guardare in faccia i testimoni. Le udienze sono volanti, non ci si può sedere, perché se lo fai vieni coperto dalla folla di avvocati che si accalca al tavolo del magistrato, e i fascicoli, se proprio ci tieni, te li vai a prendere senza discutere in cancelleria. Tanto sono alla portata di tutti, devi solo capire in quale anfratto dell’archivio sono andati a finire, dopo che migliaia di altri avvocati e praticanti li hanno presi per le mani per spostarli.

I primi tempi mi chiedevo perché mai tutti quegli avvocati fossero intorno alla scrivania del giudice. Forse si trattava di un caso importante, di un cliente superassistito, o forse il magistrato non si sentiva bene. Niente di tutto questo. Era solo un metodo di lavoro. Troppe cause da svolgere. Troppi verbali da redigere in un giorno (molti, infatti, vengono scritti dagli avvocati sotto dettatura del magistrato). Quindi, la cosa migliore per un giudice è quella di celebrare in simultanea una dozzina di udienze. Si fa prima, e tutti possono tornarsene a casa.

Sarà questo il motivo che mi ha spinto a fare il consulente del lavoro? Può darsi! Fatto sta che se sei all’università e credi di poter mettere in pratica le tue conoscenze nel mondo del lavoro, sei davvero fuori strada. Gli altri non te lo permettono. Il sistema non te lo permette.

Questa è la più grande disillusione che un laureto possa vivere. Nessuno ti spiega come è fatto veramente il mercato. E alla fine ti ritrovi a mercanteggiare con un perito assicurativo per avere qualche migliaia di euro in più di danni da spartire col cliente.

E pensare che volevi argomentare su casi e questioni di alto profilo giuridico.


Internet cambia le regole
Tutto questo è vero se continuiamo a parlare del mercato tradizionale. Su internet è un’altra cosa. I professionisti continuano a non sentire l’urgenza di delibare – seppure con prudenza - il nuovo lavoro intellettuale, ma quella che oggi è ancora una straordinaria opportunità di crescita, fra qualche anno sarà una strada obbligata per guadagnarsi da vivere. E chi non l’avrà precorsa in tempo, si troverà a fare i conti con la dietrologia del fallimento.

Gli esperti parlano di “quarta rivoluzione industriale”, con i passaggi dall’agricoltura (primario) all’industria (secondario), dai servizi (terziario) all’informazione online (quaternario).

A soli 10 anni dalla nascita del web, il nuovo marketing ha trasformato in modo tanto radicale le dinamiche della produzione e della crescita da scalzare ogni regola. Tutto questo impone un nuovo tipo di organizzazione e un nuovo modo di fare business.

Un avvocato giuslavorista avrà di che sfamarsi fin quando esisteranno le aziende con i lavoratori subordinati. Ma se la forza lavoro viene attratta dai nuovi mercati, dove punta a creare una rete di micro-sistemi autoproduttivi, la ragione dei contenziosi non sarà più la stessa. Non ci sarà un lavoratore licenziato che lamenta gli straordinari o le mensilità aggiuntive. Non ci sarà un’azienda che vuole eccepire le contestazioni di addebito. Non ci sarà più il mercato delle vertenze di lavoro, intese alla vecchia maniera.

Ci saranno invece nuovi rapporti, nuovi scambi, nuove esigenze da tutelare e difendere, nuovi usi e costumi da portare all’attenzione del legislatore affinché possano assurgere al rango di diritto positivo.

Internet cambia le regole per tutti. Mette i consumatori al primo posto. Impone etica e qualità. Ma allo stesso tempo permette allo studente sognatore di avere subito un mercato da soddisfare. Un esperto di usucapione potrà semplicemente avvalersi di adwords per portare sul suo blog (WLG) tutti quelli che hanno bisogno di usucapire o di difendersi dal possesso abusivo di un bene immobile.

Una volta si parlava di bundling, di raggruppamento di aziende, prodotti, servizi etc.. E anche le professioni sono caratterizzate da un bundling di competenze, di abilità considerate omogenee e ricollegabili ad un settore professionale specifico. Il commercialista tiene la contabilità, fa le dichiarazioni dei redditi, istruisce le pratiche di apertura e chiusura delle aziende, difende i contribuenti davanti alle Commissioni tributarie, effettua perizie tecnico-commerciali sul patrimonio aziendale etc..

Google ha smembrato il concetto di bundling. La ricerca specifica dei navigatori è orientata a trovare delle soluzioni a esigenze particolari. Il navigatore vuole sapere come e se fare causa all’ENEL per uno sbalzo di corrente che gli ha danneggiato il computer.

Ho letto su un libro di Seth Godin che se digitiamo “Bextra” su Google, troviamo un sacco di articoli che parlano di questo analgesico, di cui di recente si è sospesa la produzione a causa dei gravi effetti collaterali sui pazienti. Godin dice che se guardiamo gli annunci più in alto, scopriamo che molti sono di studi legali che pagano profumatamente per ricevere l’attenzione dei navigatori. Sono gli studi che hanno intentato le cause collettive (oggi praticabili anche in Italia) per conto delle persone che hanno subito danni a causa del farmaco, i quali ritengono che il modo migliore per raggiungere queste persone sia di incontrarle esattamente nel momento in cui esse li cercano. Insomma, anziché correre in giro come pazzi per richiamare l’attenzione o, anche, dispensare volantini sui parabrezza delle auto, conviene attivare adwords e starsene fermi ad aspettare che l’attenzione dei navigatori trovi loro.

Il mercato online sta già creando delle forti asimmetrie tra la nuova domanda e la vecchia offerta. Se chiedi a un commercialista quali adempimenti e quali costi ci sono per aprire un bar, ti risponde subito. Sa di cosa stai parlando ed è documentato sull’argomento. Se provi invece e chiedergli come deve essere inquadrato un infomarketer, ti accorgi che non sa nemmeno di cosa stai parlando.

È la quarta rivoluzione industriale. Il mercato online avanza ad una velocità impressionante e crea nel contempo nuovi bisogni da soddisfare. Per il momento resta un’opportunità. Ma manca veramente poco a che diventi un passaggio obbligato.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Carlo, davvero eccezionale questo post. Analisi degna di un vero studioso ed esperto.
Un bacione
Angelo

Anonimo ha detto...

Da quando ho avuto l'occasione di prendere contatto con questo mondo non faccio altro che ripetermi: "cosa aspetti? cogli l'occasione, non hai nulla da perdere!".
Più passa il tempo più mi convinco del fatto che questa opportunità è alla mia portata, devo sfruttarla.
Presto deciderò se è giunto il momento di fare questo passo.
Complimenti per il vostro lavoro.
Distinti saluti
Valerio

Ermes ha detto...

Ciao Carlo,
mi chiamo Ermes,
ti ho conosciuto un po' di tempo fa tramite un amico in comune (ti dice qualcosa...Billico !!!).

Volevo farti i miei complimenti piu' sinceri perche', quando ascolto le teleconferenze in cui sei ospite o leggo i tuoi post, mi ritrovo completamente in tutto quello che dici e che esponi:

Internet non e' il futuro... e' veramente il presente !

E noi siamo quelli che devono sfruttare al volo tutte le potenzialita' (siamo i primi, i pionieri, e questo e' un enorme vantaggio) e sfruttare tutte le possibilita' e i vantaggi che ci offre il Nuovo Lavoro Intellettuale:

Indipendenza, Crescita Professionale e Umana, Possibilita' di Lavorare ed Aiutare gli altri sfruttando le proprie competenze e passioni...

In una parola: la Liberta'.

Con stima
Ermenegildo

Carlo ha detto...

Grazie Angelo, Valerio, Ermes.

Internet è davvero il presente.

Come tutte le cose belle che esistono nella natura, l'uomo le scopre, non le crea. Il passo più difficile per questa generazione è quello di scoprire che una vita migliore esiste già, che è a portata di mano. Oserei dire a portata di clic.

Valerio, è l'azione che fa la differenza.

L'azione è molto potente, perché genera quel loop straordinario di fatti, fenomeni e positività che senza nemmeno accorgertene trasformano la tua vita in un ciclo di meraviglie. Ti basta cominciare per scoprire che il miracolo è già avvenuto.

Grazie a tutti di cuore per il vostro sostegno.

A presto!
Carlo

Salvatore ha detto...

Spero che questo post faccia capire ai colleghi avvocati quanto sia importante conoscere la WLG secondo le metodologie proposte da Carlo. Bisogna riqualificare il settore forense ed evitare di mortificare i propri studi universitari e post-universitari. Internet è una straordinaria opportunità.....beato chi riuscirà a coglierla!
Salvatore Iozzo

Anonimo ha detto...

Ciao Carlo, è un pò che ti seguo e sono sempre più combattuta. sono laureata in giurisprudenza e sto facendo la pratica. Anche se tu, nel tuo libro, dici che un avvocato può guadagnare oltre 17.000 € di consulenza legale, noto che tra qelli che lasciano i commenti sul tuo blog non ci sono avvocati o laureati in giurisprudenza. Infatti gli unici 2 legali(Josè scafarelli e alessandro iozzo) che hanno rilasciato un feed-back positivo sul sito lavoro-da-casa non risultano iscritti nell'albo, non si trovano sui blog e Josè, addirittura, è direttore di un sito che con la legge ha poco o nulla a che vedere. Mi aiuti a capire?? Spero non censurerai il mio commento, è solo la voglia di capire e non la critica che mi spingono a scrivere!!! ma spero proprio che sia come dici tu, sarebbe bellissimo!!!!
Claudia

Carlo ha detto...

Ciao Claudia e grazie per il tuo commento.
Intanto, sappi che non avrei avuto nessun motivo per censurarti. Riflessioni come la tua sono più che legittime e aiutano a “mettere a ruolo” un dialogo costruttivo sui nuovi risvolti della professione legale nell’era di internet, che di certo non trovi in altri contesti.

Censurare un commento del genere non è nel mio stile e non aiuta a capire lo straordinario mutamento del mercato che di qui a breve si ipostatizzerà come una vera e propria “divisio et adsignatio agrorum”.

Detto questo, provo a darti una risposta partendo dal tuo approccio alla questione. Un avvocato che incassa 17.000 euro per una consulenza, se lo fa con internet, oggi non è più motivo di scalpore. E il fatto che tu l’abbia sottolineato in un contesto quanto meno critico e pungente, dimostra che non hai letto il mio eBook. Dettaglio, questo, che più correttamente non avresti dovuto omettere.

Ti spiego perché. Se tu scrivi “Anche se tu, nel tuo libro, dici che un avvocato può guadagnare ...”, chi ci segue è portato a pensare che tu abbia letto il mio libro. Mentre sappiamo che non è così! Altrimenti, ti posso garantire, che non avresti avuto alcun dubbio sulle cose da fare.

Che la professione legale stia vivendo una metamorfosi credo che anche per te sia fuori discussione. Dopo il decreto Bersani c’è stato uno spostamento dell’asse professionale verso soluzioni più imprenditoriali. Ma il fatto è che questa metamorfosi rischia di compiersi a favore di scelte tutt’altro che decorose.

Aprire “negozi on the road”, come molti avvocati stanno facendo, oppure, adottare strategie di volantinaggio per promuovere se stessi, sono sintomi di una sofferenza profonda, di un disagio immenso che è emerso prepotente proprio laddove la professione più antica di questo Paese si è accorta di essere nel contempo anche la più antiquata.

In Italia ci sono 153 mila avvocati, 1 ogni 483 abitanti (fonte Censis 2006). Se hai scelto giurisprudenza per indossare la toga nera, sappi che avrai molto da sudare per avere qualche fascicolo interessante sulla tua scrivania.

Prima della pubblicità esistevano centinaia di migliaia di aziende, tutte molto simili, piccole, locali, che producevano i loro manufatti artigianalmente. Quasi nessuna riuscì a compiere la transizione verso la nuova era a causa degli investimenti troppo esigui nel marketing e dell’incapacità di passare dal lavoro su misura alla produzione di massa. Lo stesso sta succedendo oggi con i professionisti.

È nella natura umana pensare che il futuro sarà come il presente. Ugualmente tu hai scelto giurisprudenza guardando al passato e non al futuro. Che ti piaccia o no, sul piano del marketing la tua scelta non è stata la migliore.

Internet, però, sta cambiando le cose. Sta creando nuovi bisogni, nuove domande, nuovi mercati, nei quali conta la conoscenza specialistica. Come monetizzarla è ciò che insegno nel mio eBook.

Ti consiglio di leggerlo subito e di non stare qui ad aspettare che qualche illustre avvocato lasci il suo commento per fugare i tuoi dubbi.

Che gli amici Josè Scafarelli e Salvatore Iozzo (non Alessandro) siano gli unici legali ad avere lasciato una testimonianza non deve essere per te un parametro di riferimento. Ora ti svelo un segreto: in quasi tutte le comunità, chi dà è soltanto l’1% delle persone (Citizen Marketers di Ben McConnell e Jackie Huba).

In Wikipedia, per esempio, a editare è soltanto l’1% degli utenti. Altrettanto dicasi per Digg, YouTube e altri importanti siti online. L’1% dei lettori di un blog dice la sua. L’1% degli utenti compra un prodotto. L’1% degli avvocati tiene un sito web e manifesta una certa sensibilità verso i mercati online. È così, non ci possiamo far nulla.

Riguardo al fatto che i suddetti non siano iscritti all’Albo, non so risponderti. Mi auguro che vogliano farlo i diretti interessati quanto prima.

Perdonami se mi sono dilungato così tanto. Ma la questione è davvero impegnativa.
Spero di averti in parte risposto.

A presto
Carlo

Salvatore ha detto...

Questo commento è rivolto a Claudia.

Gentile Claudia,
ho letto con attenzione il tuo commento nel quale mi citavi per aver rilasciato un feed-back positivo alla WLG di Carlo e vorrei precisarti alcune cose. In primo luogo, sono effettivamente un legale iscritto all'Albo degli avvocati del foro di S.Maria Capua Vetere. Non sei riuscita a trovarmi perchè erroneamente ritenevi che il mio nome di battesimo fosse Alessandro e non Salvatore. Ad ogni modo, puoi verificare sul sito del CNF al link:
http://www.consiglionazionaleforense.it/raccoltaalbi/albi.php.
Ciò posto, è vero che non ho ancora un blog pubblicato ed attivo ma è solo questione di giorni. Ti assicuro che il contenuto del mio blog rispecchierà totalmente la mia esperienza professionale e non riguarderà altri settori non giuridici. Dopo aver letto il tuo commento e la conseguente replica sono ancora più certo della professionalità di Carlo.....sai perchè?
- perchè Carlo conosce perfettamente il mio progetto;
- perchè ricevo quotidianamente gli aiuti di Carlo per realizzare la WLG Intellettuale;
- perchè era davvero facile per Carlo convincerti della bontà della WLG svelandoti il mio progetto al fine di mostrarti l'applicazione pratica della WLG per i laureati in giurisprudenza, gli aspiranti avvocati od avvocati......ma non lo ha fatto perchè è un professionista serio e rispettoso del lavoro altrui.
Capisco tutte le tue perplessità ma ti assicuro che la WLG è davvero un progetto interessante ed è l'unico sistema che ti permette (se ci credi e ti impegni!) di sfruttare al massimo le tue conoscenze specialistiche.
Spero di pubblicare nei prossimi giorni il mio blog così forse comprenderai la serietà dei tuoi interlocutori.

P.S. Nessuno mi paga per decantare la WLG!
Considera che sono un avvocato (ripeto...regolarmente iscritto all'Albo!) e non ho alcun interesse a raccontare le favole......me lo impone il codice deontologico (art. 5 Doveri di probità, dignità e decoro.- punto II "L'avvocato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l'attività forense quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l'immagine della classe forense").

Ad ogni modo, chiedi privatamente a Carlo il mio contatto Skype se non sei ancora convinta!

Ti saluto

Salvatore Iozzo (avvocato)

Anonimo ha detto...

Grazie Carlo e Salvatore

(non Alessandro), per aver risposto alle mie domande.
Effettivamente avrei dovuto sottolineare il fatto di non aver letto il libro sul lavoro intellettuale ma, scioccamente, ho dato per scontato che si capisse!!
E' vero Salvatore, sei effettivamente nell'albo degli avvocati di S. Maria Capua Vetere, prima non ti avevo trovato perchè confondevo, anche qui scioccamente, il tuo nome. Il fatto è che nn è semplice disimparare ciò che per tutta la vita ti è stato insegnato in un certo modo e non è neanche semplice "affidarsi" visto la marea di truffe che girano sul web e le false promese di facili guadagni! Quindi, perdonate chi ancora non sa di non sapere e grazie per i chiarimenti!!!!
A presto!!
Claudia

Jose' ha detto...

Un saluto a tutti!

Intervengo rapidamente perchè sono appena rientrato da fuori e sono stanchissimo...

Vorrei far presente a Claudia che mi chiama in causa (con un dubbio lecito) che non sono iscritto al Consiglio dell'Ordine, ma sono comunque un avvocato, avendo fatto tutti gli anni di pratica e avendo superato i relativi esami, e tanto basta per potersi fregiare del titolo.

Per la cronaca, ho fatto delle scelte: gli iscritti all'albo non possono essere amministratori di società e non possono avere altre partite IVA, cose che già avevo fatto.

Precisato questo, non entro nel merito della discussione perchè sono appena rientrato da un viaggio stancante e non ho letto post e commenti.

Dico solo che entrare nel mondo dell'infomarketing è stata la scelta più felice della mia vita professionale: non parlo di diritto su RicchezzaVera.com perchè è un sito dedicato ad una delle mie principali passioni che coltivo da un decennio, ma alla luce delle mie conoscenze di web-marketing, se lo volessi, potrei metter su un portale sul diritto che frutterebbe di sicuro parecchio.

E' possibile, con determinate conoscenze. Non conosco quest'ultimo prodotto di Carlo, ma conosco Carlo molto bene e so che può permettersi di insegnare molto in questo campo.

Vi abbraccio tutti affettuosamente
Josè